“ Il miglior vino del regno!”: con queste parole Giustino Fortunato, storico e politico lucano , definì l’Aglianico, il vino che ha conquistato il mondo e catturato i più sofisticati amanti di vino per la sua
innegabile eleganza e per i suoi sentori morbidi e setosi. Lucano per eccellenza, l’Aglianico trae origine dal vitigno cosiddetto “ellenico”, così denominato
perché importato in Basilicata nel settimo secolo dagli antichi colonizzatori greci, e la sua storia si confonde con la leggenda: pare che Annibale lo facesse usare come medicamento per le piaghe dei suoi soldati, e lui stesso lo definiva il suo vino prediletto.
Nel corso del tempo la fama dell’Aglianico aumentò fino a diventare il preferito dei signori del regno di Napoli; alla fine del VI secolo il suo nome si trasformò da “ellenico” in “aglianico”.
Il cambiamento del nome è da attribuire alla variazione fonetica verificatasi alla fine del XV e inizio del XVI secolo, all’epoca del dominio degli Aragonesi; alcune fonti riferiscono che ho già nel XIII secolo la corte angioina faceva uso del vino di Melfi e di altre località alle pendici del Vulture, dove già allora si produceva esclusivamente Aglianico.
La notizia fu confermata da Giustino Fortunato, che lo definì“il miglior vino del regno”.
Ha un colore rosso rubino e granato, assume riflessi arancione dopo l’invecchiamento; corposo,
dall’aroma intenso e vellutato, ha un sapore armonioso e asciutto.
L’Aglianico, che dal 1971 ha il marchio d.o.c., viene prodotto prevalentemente nella zona del Vulture, antico vulcano spento, che per l’origine dei terreni gli conferisce le caratteristiche tanto particolari che lo hanno reso il vino più famoso della Basilicata, annoverandolo tra i migliori vini d’Italia e d’Europa.