La soppressata è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale, e viene prodotta in Basilicata da almeno tre secoli, come ci rivelano alcune testimonianze antiche datate 1719. La tradizione lucana ci mostra come questo “salume minore” si ottiene mescolando la carne del prosciutto e lardello di suino tagliata a mano e mescolato con lardo tenero per ammorbidire la carne, con aggiunta di sale, peperoncino piccante in polvere, pepe nero in grani. Il nome “soppressata” deriva dal particolare tecnica di preparazione, ossia lasciare il salume per alcuni giorni sotto un tagliere reso pesante dalla sovrapposizione di grosse pietre che le danno la caratteristica forma “pressata”, per poi farlo stagionare appesa alle tradizionali pertiche. La soppressata vanta molte richieste soprattutto dall’ Europa e dagli Stati Uniti, dove è conosciuta grazie agli immigrati italiani e lucani, che fecero conoscere le proprie tradizioni culinarie.
