I ceci, questi deliziosi legumi molto diffusi in Basilicata, hanno una storia molto antica. Originari dell’Oriente già ottomila anni fa, venivano utilizzati in Egitto come cibo povero per sfamare gli schiavi, successivamente si diffusero in tutto il Mediterraneo, dove le schiacciate di farina di ceci divennero famose ed apprezzate moltissimo. Ai tempi dei romani i ceci, dapprima destinati all’alimentazione del bestiame, rappresentarono i legumi più consumati in tavola, insieme alle fave.Infatti una portata a base di ceci compare in un banchetto offerto da Trimalcione nel 65 d.C., e sappiamo da Marziale che nella Roma antica si vendevano ceci bolliti agli angoli delle strade.Nell’editto di Diocleziano i ceci furono venduti ad un prezzo maggiore dei piselli, e sostituivano egregiamente il grano in caso di carestia. A questo legume vengono riconosciute notevoli proprietà dietetiche: ottima fonte proteica di origine vegetale ( che li rende morbidi e gustosi),ma anche un alimento ricco di sali minerali, vitamine A e B, con un buon contenuto di ferro. Inoltre, grazie al potassio contenuto in questo le prezioso legume, numerosi sono i benefici per la salute del cuore della circolazione. Orazio ci riporta che i romani erano ghiotti di una preparazione a base di ceci fritti in olio d’oliva; in Basilicata, oltre che nelle preparazioni tradizionali( lagane e ceci), i ceci si gustano semplicemente lessati come contorno, tiepidi e conditi con olio evo,sale e,a piacere, pepe. CURIOSITA: “CICER” era il soprannome che veniva dato nell’antica Roma a chi aveva un’escrescenza sul volto, come accadde a Marco Tullio Cicerone
